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  • Paolo Gentili

MOSTRA MARYLIN MONROE by SAM SHAW



Era l’estate del 1962, quando Marylin Monroe fu ritrovata morta nella sua abitazione al 12305 di Fifth Helena Drive, Brentwood, Los Angeles. Aveva 36 anni, e da allora ne sono passati sessanta, durante i quali il suo mito non ha subito cadute o battute d’arresto. Il mistero della sua morte non è stato mai definitivamente chiarito: assunzione accidentale di barbiturici in dose letale, suicidio o addirittura omicidio? Sono tanti i fotografi che hanno fermato in scatti memorabili la sua bellezza, la sua vita - professionale e privata – e forse sono proprio loro i depositari di un segreto che il passare del tempo non aiuta a svelare, semmai contribuiscono a renderlo ancora più affascinante e impenetrabile.

Sam Shaw è tra questi, e a lui dobbiamo alcuni tra le immagini più indimenticabili di Norma Jeane.

Nato a New York nel 1912, Shaw trova ispirazione nella fotografia già da bambino, e nel corso degli anni sviluppa la sua carriera professionale soprattutto nell’ambito cinematografico. L’incontro con la Monroe avviene nei primi anni ’50, quando lui lavora per la XXth Century Fox e Marylin è sotto contratto con la stessa casa di produzione per ruoli minori. All’epoca lei è fidanzata a Elia Kazan, regista del film “Viva Zapata!”, in cui Shaw era impegnato.

La loro amicizia nasce, in quel periodo, quando lei gli fa da autista tutti i giorni nel tragitto casa-lavoro, e prosegue e si approfondisce negli anni, fino ad arrivare agli scatti iconici che tutti conosciamo. L’idea di pubblicizzare il film “Quando la moglie è in vacanza”, ad esempio, con una pre-ripresa a New York della celebre scena della gonna svolazzante sulle grate della metropolitana, è proprio di Shaw, il quale passerà negli anni ’60 dietro la macchina da presa, firmando la regia di diversi film.

Una mostra fotografica con le sue foto più belle e famose di Marylin Monroe, in bianco e nero e a colori, viene proposta per la prima volta in Italia e racchiude l’essenza più autentica di questa donna, scintillante di glamour sul set e sulle passerelle, quanto assorta, innamorata e intensa nella sua vita privata.

Ad ospitare Forever MARILYN by Sam Shaw - The Exhibition è la Palazzina di Caccia di Stupinigi a Nichelino, nei pressi di Torino, in un allestimento coinvolgente che oltre a mostrare scatti iconici propone aforismi dedicati all’universo femminile, umano e al rapporto con la fama e la celebrità, ancora di grande attualità. Tema centrale il rapporto tra uomo e donna e la continua ricerca spasmodica dell’amore da parte della diva. Sotto i riflettori, in particolare, la relazione tra Marilyn Monroe ed Arthur Miller, drammaturgo e sceneggiatore statunitense, suo terzo marito, nel documentario “Artists in Love”, in collaborazione con SKY Arte, media partner dell’esposizione. A rendere possibile questa mostra è stato soprattutto l’impegno del collezionista d’arte tedesco Ted Stampfer, curatore di memorabilia e di oggetti del lascito personale della Monroe. Interessato a lei sin da bambino, Stampfer si occupò nei primi tempi della sua carriera cinematografica, per poi concentrarsi, a partire dagli anni ’90, sulla sua dimensione privata. La collezione Stampfer, con più di 1.500 originali, è attualmente la più grande del suo genere e anche l’unica aperta al pubblico in questa forma e varietà. Ted è considerato dagli esperti come uno dei massimi conoscitori di Marilyn, ed è spesso consulente per le case d’asta sull’autenticità dei reperti che la riguardano.

Questi oggetti riportano in vita momenti individuali dei servizi fotografici degli anni ’50 e rendono tangibile per i visitatori la donna reale celata dietro l’attrice di successo dei film e l’icona di moda. Perché l’influenza di Marilyn nell’industria cinematografica come nella moda, nel lifestyle e nella fotografia ha unito generazioni, rendendola una delle più importanti figure culturali e storiche del ventesimo secolo” afferma Stampfer, a proposito dei memorabilia presenti in questa mostra, scelti accuratamente in relazione agli scatti di Shaw. In esposizione, oltre alle magnifiche foto, oltre sessanta cimeli: articoli di bellezza, abiti, scarpe, i biglietti aerei originali della diva, foto e oggetti personali e di scena, come il mitico ventilatore, usato per il film “Quando la moglie è in vacanza”. Sarà visibile, inoltre, il copione di questo film e, in anteprima mondiale, la foto originale della Monroe che esce trafelata dal St. Regis Hotel di New York, poco prima che sia filmata la scena iconica della metropolitana. Tra i ricordi più importanti, la lettera d’amore ad Arthur Miller, l’abito indossato da Marilyn proprio durante il matrimonio con lo sceneggiatore e il tubetto di colla con cui la diva si applicava le ciglia finte. Questi oggetti della sua vita quotidiana aiutano a stabilire con Norma Jeane una connessione diversa, più sfaccettata e autentica, rispetto alle iconiche immagini di Marylin scattate da Shaw, che invece l’hanno per sempre consegnata al mito.




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