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  • Paolo Gentili

PROCIDA: “LA CULTURA NON ISOLA”

Procida è una chicca. Raggiungibile in aliscafo o traghetto dai porti di Napoli e Pozzuoli, è la prima isola che si incontra lasciando la costa. Ed è anche quella meno presa d’assalto perché tutti di solito proseguono il loro viaggio verso le affollate Ischia e Capri, mentre a Procida si fermano gli “intenditori”. Non troverete famiglie schiamazzanti e sciami di ragazzi poco educati, neppure sulla spiaggia. Procida è un’isola per alcuni versi contemplativa, da scoprire metro per metro. E con meravigliosi affacci sugli altri gioielli del golfo di Napoli come Ischia che appare ad occhio nudo vicinissima, quasi un prolungamento della stessa Procida. Procida è anche la capitale italiana della cultura nel 2022 prendendo il testimone di Parma. La cultura non isola è lo slogan con cui si presenterà al mondo per accogliere in sicurezza i turisti che vorranno scoprirla. L’isola campana ha superato le altre candidate Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Soligo, Taranto, Trapani, Verbania, e Volterra grazie a un progetto che – si legge nelle motivazioni – “presenta elementi di attrattività e qualità di livello eccellente e potrebbe rappresentare un modello per i processi sostenibili di sviluppo culturale delle realtà isolane e costiere del Paese”. A Procida ci si muove rigorosamente in bici o ancora meglio a piedi. L’isola ha una lunghezza massima di 4 chilometri e un dislivello di 90 metri. Le strade sono strettissime e non esistono marciapiedi: se ci fossero, non resterebbe spazio sufficiente alla circolazione delle poche vetture dei residenti. Bisogna dunque prendere bene le misure e abituarsi alla limitatezza di questi vicoli. Il nostro consiglio è di visitarla a piedi percorrendo quotidianamente i famosi 10 mila passi che fanno tanto bene alla salute. Ogni giorno potrete scegliere una direzione diversa da esplorare. Io ho preso spunto da una mappa molto originale trovata in un ristorante con itinerari basati solo su percorsi a piedi. E così, dal Procida Camp Resort dove abbiamo alloggiato al centro dell’isola – e di cui vi parlo in una recensione dedicata – ho raggiunto il faro abbandonato di Procida, Chiaiolella, Solchiaro con le sue ville nascoste, il promontorio di Terra Murata dove si trova il Palazzo d’Avalos, la famosa Corricella (il vecchio borgo marinaro con le facciate color pastello), Piazza dei Martiri e le varie spiagge, tutte di natura vulcanica e con la sabbia scura. Palazzo d’Avalos è un’antica residenza principesca datata 1563, un tempo “paradiso” dei gatti che vennero sterminati dai Borboni ma che oggi hanno nuovamente ripopolato il complesso. Nel corso della storia il Palazzo è stato trasformato in carcere fino al 1988, anno della chiusura e inizio della fase di abbandono. Da qualche tempo ha ripreso a vivere grazie alle visite guidate e ad alcune iniziative culturali. Palazzo d’Avalos era un carcere sui generis con celle come camerate in grado di ospitare fino a 30 detenuti. Venne gestito dai gesuiti che introdussero il lavoro per i carcerati impiegati in attività di taglio e cucito o di giardinaggio e per questo regolarmente pagati. E’ ancora in vita il medico del penitenziario, Giacomo Retaggio, 80 anni, prolifico di racconti e aneddoti. Qui i detenuti erano uomini “quasi” liberi e c’era chi pagava per scontare la pena nel carcere di Procida. Palazzo d’Avalos si trova nella zona di Terra Murata (così chiamata per le sue fortificazioni medievali), il punto più antico ed elevato di Procida. Da qui si ha una vista privilegiata dell’isola con la Corricella, il Convento di Santa Margherita e l’Abbazia di San Michele al cui interno si trova una tela del 1699 dipinta da Luca Giordano. La Corricella è l’antico borgo marinaro di Procida. La “cartolina” dell’isola con le sue case variopinte addossate una sull’altra. L’uso dei colori era l’espediente escogitato dai marinai per riconoscere da lontano le loro case e puntare la giusta rotta quando rientravano dalla pesca. I più maliziosi raccontano che in questo modo riuscivano anche a controllare da lontano che le mogli non li tradissero. Si accede al borgo da ripide scalette. Lo spazio del porto è pedonale e si anima soprattutto la sera con i suoi ristorantini, i negozi, le barche dei pescatori e le reti ammassate sul molo. Le spiagge di Procida sono di natura vulcanica con la sabbia scura e non molto ampie. Non aspettatevi dunque i colori della Sardegna ma l’acqua è piacevole e molto pulita. La Spiaggia della Chiaia è la più vicina al Procida Camp Resort. Vi si accede scendendo 180 scalini. E’ soleggiata dalla mattina al primo pomeriggio, poi va in ombra. La Chiaiolella è un lido attrezzato e il più frequentato durante l’estate. Da lì a piedi potrete raggiungere e percorrere il ponte che porta all’isolotto di Vivara con la sua caratteristica forma a mezzaluna, una riserva naturale chiusa al pubblico e visitabile solo con guide autorizzate. Probabilmente è quel che resta della cresta di un cratere vulcanico. Qui sono stati rinvenuti reperti archeologici dell’epoca micenea. La marina di Chiaiolella è un piccolo porto turistico dove potrete organizzare un giro in barca. Vi consigliamo lo yacht Toli di Marine Dream Boat, la barca della salute come la definisce la sua proprietaria Adele Sparavigna, dermatologa affermata con la passione della nautica che vi proporrà tour insoliti all’insegna del benessere. Ciraccio è la spiaggia più estesa di Procida. Il mare è aperto ma anche più mosso e il fondale basso. Il sole cala molto tardi regalando ogni giorno splendidi tramonti. Nella baia accanto si trova la spiaggia diventata famosa per alcune scene girate nel film Il Postino con Massimo Troisi. La spiaggia è attrezzata con stabilimento e ristorante, ma c’è anche una parte di spiaggia libera. Le indicazioni e la storia di questo lido sono un po’ ovunque in tutta Procida. E il ricordo di Massimo Troisi strappa sempre un sorriso malinconico. A Procida si mangia molto bene e si spende il giusto con pesce fresco e ricette locali. La prenotazione è consigliata ovunque. Per un aperitivo con vista tramonto e atmosfera lounge alla Chiaiolella c’è il Solarium Maresia. Sempre alla Chiaiolella sul mare per la cena vi consigliamo Crescenzo: la fritturina di triglie e la sbrisolata con i fichi dell’orto sono qualcosa di speciale. Alla Corricella andate da Caracalè, raffinato al punto giusto. La Pergola si trova al centro dell’isola in una stradina nascosta. Il ristorante è sotto un pergolato di limoni, molto suggestivo e propone ottimi piatti. Prima di ripartire, al porto della Marina Grande mangerete un’ottima frittura di alici all’Approdo. E non dimenticate di assaggiare le lingue di Procida, dolci tipici dell’isola di pasta sfoglia con un velo di crema pasticcera all’interno. Vi abbiamo parlato in un’ampia recensione del Procida Camp Resort, un glamping immerso nella natura e con tutti i confort di un hotel di livello. La nostra scelta per una vacanza originale e fuori dai canoni a Procida. Procida si raggiunge facilmente: in treno fino a Napoli e dal molo Beverello in aliscafo o traghetto con varie compagnie. L’isola è raggiungibile anche dal porto di Pozzuoli sempre in aliscafo o traghetto.

Laura Ciarallo

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